Skip to content
ó Kairos ó Kairos

Il momento opportuno

ó Kairos
ó Kairos

Il momento opportuno

ZOOTROPOLIS 2: Lampada per studiare o per dormire?

Elios, Marzo 14, 2026Luglio 30, 2026

Certa arte funziona come una lampada.

Un artista, conoscendo una certa emozione o formulando un certo pensiero, anziché spiegarlo in modo diretto come farebbe un filosofo, illumina per lo spettatore un percorso da seguire per arrivare a provare la stessa emozione o formulare lo stesso pensiero. L’artista sa che quel sentimento, quel pensiero, potrebbe essere presente in chiunque di noi, e cerca di farcelo vedere, di farcelo trovare dentro noi stessi, come con una lampada che ci scandagli la mente.

Questo è ciò che mi fa amare l’arte. Scoprire dei percorsi nella mia mente che portino ad affacciarmi su panorami non previsti.


Oggi ho visto Zootropolis 2.

Il film, per chi ha voglia di vederlo con questo significato, è una critica all’espansione coloniale dello stato di Israele.

Mentre il film precedente si basava sul conflitto carnivori/erbivori (in analogia con un discorso sul razzismo per cui erbivori = neri, carnivori = bianchi (e volpi = zingari?)), qui l’orizzonte zoologico del mondo fantastico si espande alle altre classi animali, il conflitto diventa mammiferi/rettili.

Nell’analogia i rettili assumono il ruolo di una classe animale (musulmani) che è ritenuta pericolosa dalla comunità dei mammiferi (occidentali) e che è esclusa dalla società, ne vive ai margini, in clandestinità.

Nel procedere del racconto i protagonisti conoscono un serpente il quale mostra ai protagonisti la realtà oltre il loro pregiudizio: non vi è nessuna malvagità intrinseca nella classe dei rettili. Il serpente ha come obiettivo quello di portare alla luce una verità nascosta dalle sabbie (anzi dalle nevi) del tempo: la classe dei rettili, originariamente abitava pacificamente una porzione dell’isola di Zootropolis, ma è stata ritenuta colpevole di violenze tramite un complotto, quindi cacciata dalla propria terra.

L’analogia con la Palestina è evidente.

Inoltre la verità è stata oscurata da una ricca famiglia di linci che ha acquisito anche il controllo totale sulla politica, il nostro serpente sta cercando di smascherare il complotto.

Oltre questo, il film comunica un messaggio molto importante e attualissimo per i nostri tempi: “Non puoi farti carico da sola dei problemi di tutti”. L’invito fatto così dal serpente alla nostra coniglia, è quello di rifiutare il tipico individualismo dei film Disney, quello per cui è un eroe da solo, o al più con il suo gruppetto di amici, a salvare l’umanità; dalla quale viene poi ricompensato con eterna gloria e ricchezze, con la realizzazione del suo sogno e con l’eterno amore (ad es. Hercules, Mulan, Robin Hood). Questo film invece sembra voler rifiutare questo individualismo, per abbracciare invece l’idea comunitaria per cui ognuno di noi è una piccola parte di una più grande società, la quale può compiere la grandezza solo tramite l’aiuto reciproco e un’azione comune.

Il messaggio però viene comunicato solo a parole ma nei fatti è dimenticato dopo pochissimi minuti di pellicola: sono i quattro protagonisti da soli a salvare la situazione e far vincere la verità, con l’aiuto aggiunto solo del sindaco il quale, a sua volta da solo, ha avuto per le mani (per gli zoccoli) la sorte di tutti, potendo scegliere da che parte stare: credere alla verità o restare sotto la protezione della ricca lince. Tanti saluti alla comunità, evviva gli eroi ed evviva il sindaco (ideale di delega democratica).

La comunità nel suo complesso ha come ruolo soltanto quello di festeggiare. Si festeggia per i risultati degli eroi, ma non si partecipa alla costruzione di nulla. La comunità è solo passiva, nonostante le belle parole. Una persona sola non dovrebbe caricarsi da sola i problemi dell’umanità, ma poi lo fa comunque.

Allora questo film, pur apparendo un film “ribelle”, perché parla a favore della Palestina, non lo diventa davvero.


Dovendo scrivere io la trama avrei preferito così: verso la fine i protagonisti attraversano un festival nel deserto che appare come un rave. Allora, anziché far sì che sia il sindaco a scoprire i veri piani delle linci e aiutare gli eroi, avrei fatto scoprire questi piani ai cittadini partecipanti al festival; quando la coniglietta appare sconfitta e il suo amico serpente le dice che non può caricarsi da sola sulle spalle la salvezza di tutti, avrei fatto sì che a salvarla fossero quei personaggi: una folla illuminata dalla verità; che si muove, non per una prospettiva di gloria, ma per il bene degli altri, della comunità stessa. Una folla positiva, il cui ruolo è quello di essere cosciente della verità e di agire per la giustizia. Non una folla che distrugge, ma una folla che protegge, che scorta i protagonisti verso l’obiettivo. Una sumud flotilla animale.

Allora in questo modo alle parole sarebbero seguiti fatti concreti a conferma delle stesse.

È certamente vero che guardando un film ci si immedesima nel protagonista, ma nessuno si sentirebbe mai in grado di compiere realmente le stesse azioni. Così tutti possiamo essere dalla parte della coniglietta, ma nessuno di noi proverebbe realmente a fare qualcosa di simile (giustamente, è solo un film). Finiamo quindi anche noi, come la comunità dei personaggi del film, a gioire soltanto dei risultati dell’eroina. Siamo felici che qualcuno abbia fatto qualcosa, ma non siamo e sappiamo di non poter essere noi quel qualcuno.

Se siamo semplici cittadini il nostro ruolo è quello di diventare un eroe o di attenderlo. Non ci sono altre possibilità? Restare informati, osservare cosa succede attorno a noi, interrogarsi se qualcuno ha bisogno di una mano… quando gli eroi attraversano la folla del festival correndo, nessuno si interessa. Soltanto la cantante (Shakira) con i suoi ballerini interrompono la carica della polizia.*

Il film sembra quindi volerci tranquillizzare sul fatto che la verità vince sempre, ma non dobbiamo essere noi a farla vincere. Arriverà un gruppetto di eroi, che sanno la verità, che si impegnano per farla vincere. Noi dobbiamo solo aspettare questi eroi, che prima o poi arriveranno. Intanto possiamo continuare a dormire sogni tranquilli e ballare ai concerti di Shakira.

Nel suo mostrarsi “ribelle” la Disney, getta la luce su un tema, ma è una lucina per dormire.

Buonanotte a tutti.


*un altro tema che appare in trasparenza da questo film riguarda proprio i divi. Sia la cantante in questo caso, che il sindaco (ex attore) successivamente. I divi sono la cosa più simile agli eroi, dopo i protagonisti. Il messaggio sembra essere quello di fidarsi di loro. Una specie di endorsement a tutti quei divi “impegnati”, come potrebbero essere Emma Watson o Leonardo Di Caprio. Proponendo quindi un culto del divo come unico possibile eroe.

FacebookXPinterest
Cinema disneyisraelepalestinarazzismorecensionezootropolis

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

Il Cavallo di Troia di Nolan

Luglio 30, 2026

L’Odissea di Nolan è un film che parla di sé stesso, un film ricorsivo, come Nolan è abituato a fare, ma mentre solitamente il film si svela nel contesto del film stesso, qui si svela nella realtà. L’Odissea di Nolan è il cavallo di Troia. Nolan è lo stesso Ulisse…

Read More

I miei ultimi articoli

  • 2 mesi fa

    Il Cavallo di Troia di Nolan

  • 6 mesi fa

    ZOOTROPOLIS 2: Lampada per studiare o per dormire?

  • 12 mesi fa

    Kairos: un solo grido

  • 12 mesi fa

    Malcolm X, Netanyahu e il razzismo di ritorno

©2026 ó Kairos | WordPress Theme by SuperbThemes

Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso